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Le Soprintendenze salvano lo storico
circuito alta velocità di Monza

La pista d'alta velocità dell'autodromo di Monza non verrà abbattuta: le Soprintendenze, milanese e regionale, si sono pronunciati per la conservazione (comunicato ANSA 02 febbraio 2004)

«La pista sopraelevata di Monza non verrà abbattuta, le soprintendenze impongono la sua conservazione»

Presa di posizione del sindaco di Monza. Petizione via Internet per salvare le sopraelevate

La pista d'alta velocità dell'autodromo di Monza con le sue due curve sopraelevate non verrà abbattuta. Sarà invece riportata all'antico splendore con un ripristino graduale, visto che i soprintendenti milanese e regionale si sono pronunciati per la conservazione. «Le curve sopraelevate sono ancora ampiamente in grado di trasmettere quel significato di opere di ingegneria specialistica alquanto ardita che le rendono oggi una testimonianza della cultura e della storia dell'automobilismo degna di attenzione», ha scritto la soprintendente regionale Carla Di Francesco all'amministrazione comunale monzese che a luglio aveva richiesto un parere essendo intenzionata ad imporre alla Sias l'abbattimento.

Anche il soprintendente milanese ai beni architettonici e per il paesaggio Alberto Artioli si pronuncia a favore della conservazione. «C'è la necessità di conservare le due piste come manufatti tecnologici - ha scritto Artioli ai sindaci Michele Faglia e Gabriele Albertini (Milano è comproprietaria del parco di Monza) - parti integranti del circuito che sicuramente rappresentano un bene culturale, non solo ed unicamente per la loro fisicità, ma anche e soprattutto per essere una testimonianza di grande interesse per la storia dello sport, del costume, della società e dell'evoluzione tecnica delle gare automobilistiche, senza dimenticare che esse rappresentano un'opera unica».

Di Francesco e Artioli hanno anche colto l'occasione per chiedere all'amministrazione monzese di rivedere il rapporto tra l'autodromo e il Parco. «Credo sia ora di cominciare a pensare in modo diverso il rapporto parco-autodromo, che rinunci a sentire la pista come un corpo estraneo colpevole di tutti i mali del parco e perciò da trattare come un nemico negandone ogni qualità, anche quella storica - ha scritto Di Francesco - è invece arrivato il momento per cogliere questa presenza come opportunità di singolarissima offerta a studiosi, specialisti, giovani, ed appassionati di automobilismo».

Per l'architetto Artioli «l'autodromo è un elemento storicamente ineludibile del parco, frutto di vicissitudini di certo sfortunate per tutto il complesso monzese, ma che pure hanno portato alla costruzione del primo autodromo d'Italia, oggi divenuto simbolo che rende la città di Monza famosa nel mondo». (ANSA). YMR-LH 02-FEB-04 13:15


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