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Monumento storicoTesto di Pier Attilio Trivulzio |
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Quando, chiuso lo stabilimento del Lingotto ne è stato deciso il restauro, a nessuno e venuto in mente di proporre l'abbattimento della pista sopraelevata che sta sospesa a 27 metri d'altezza. Il progetto di Vittorio Bonade Bottino di costruire la pista sopra il tetto del palazzo è considerata geniale e il Lingotto monumento industriale proprio per quella sua caratteristica. E allora, perché mai si vogliono abbattere le sopraelevate dell'autodromo che il mondo ci invidia e che sono da ritenersi un monumento d'archeologia industriale? Da quando nel '97 è stata firmata l'ultima convenzione tra i Comuni di Monza e Milano, il futuro di questa pista - che ebbe i suoi fasti in occasione delle due edizioni delle "500 Miglia dei Due Mondi" nel '57 e '58, in parte finanziate dall'amministrazione comunale monzese - è legata alla volontà dei politici. Quelli di Monza nel '97 si espressero per l'abbattimento; nel '98 Milano votò la conservazione. Costruita nel '55, quando tutto l'autodromo fu interamente rinnovato, la pista sopraelevata, oltre alle "500 Miglia", ospitò i Gran Premi d'Italia del '55, '56, '60 e '61 e le "Mille Chilometri" dal '65 al '69, oltre a tentativi di record e gare minori fino al 1974. Di fatto però non è affatto vero che questa pista sia andata in pensione. Fino al 2000 è stata utilizzata - con le chicane - per il Rally dell'Autodromo. E, quotidianamente, sopra le curve ad inclinazione da vertigine, si svolgono i corsi di guida sicura e le omologazioni dell'Ispettorato della Motorizzazione. Inoltre, il rettilineo verso la Gerascia che collega le due curve sopraelevate, da qualche anno è stato trasformato dalla Sias in laboratorio all'aperto - con tanto di zampilli per irrigare la superficie - per testare l'asfalto drenante. Giorgio Beghella Bartoli assicura che a breve inizierà su questa pista una nuova sperimentazione. E poi questo tratto di pista sarebbe ideale per corsi sulla sicurezza stradale di cui tanto si parla. "È negli autodromi che questi corsi si dovrebbero tenere", aggiunge il responsabile tecnico dell'autodromo, che lancia un messaggio al ministro Lunardi. Questa è la realta della pista sopraelevata che la Sias continua a mantenere in buone condizioni d'uso, anche se dal '97 (per effetto della convenzione) ha accantonato progetti di recupero. "Sia chiaro che la Sias non ha mai pensato a demolirla - precisa Beghella Bartoli, il quale tiene a smentire che sia pericolante -. La demoliremo entro 24 mesi se e quando ce lo imporranno i Comuni di Monza e Milano e dopo averci concesso tutte le necessarie autorizzazioni". Sulla sorte futura di questa affascinante pista che lascia incantati i numerosi visitatori che ogni anno arrivano all'autodromo per vederla dal vero, dopo averla ammirata sui libri e nei, per la verità non numerosi, filmati. Oltre ai Comuni proprietari dell'area, diranno la loro parola Ministero, Sovrintendenza alle Belle Arti, Regione Lombardia e Parco della Valle del Lambro. Gli stessi organi, fatta eccezione per la Regione Lombardia, che nel '55 dettero il loro assenso a che fosse costruita. Pier Attilio Trivulzio [home page] - [la storia] - [le immagini] - [NO alla demolizione] - [sondaggio] - [i link] |